Roma, 30 ott. (askanews) – Le organizzazioni cooperative e armatoriali Agci Agroittico, Confcooperative Agroalimentare e pesca, Legacoop Agroalimentare, Federpesca e Coldiretti Pesca, accolgono con favore i progressi emersi dal confronto nel corso della plenaria della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) tenutasi a Roma questa settimana. I sindacati facevano parte della delegazione italiana.
“L’intesa maturata segna un passo avanti – spiegano in una nota congiunta – fondamentale verso una governance del settore più responsabile, realistica e attenta all’equilibrio tra tutela ambientale e tenuta socio-economica delle imprese di pesca.
“Un risultato importante che premia l’efficacia dell’azione istituzionale: intendiamo infatti rivolgere un vivo plauso al costante lavoro svolto dalla delegazione ministeriale guidata dalla direttrice generale Graziella Romito, che ha saputo portare avanti con determinazione la linea politica indicata dal ministro Francesco Lollobrigida, a tutela delle istanze delle nostre marinerie. Il confronto istituzionale ha portato a un significativo miglioramento del quadro regolatorio rispetto alle proposte di partenza, scongiurando misure che avrebbero penalizzato in modo insostenibile il settore”, dichiarano le Organizzazioni del settore.
Tra i punti qualificanti dell’intesa figurano per l’Adriatico: contenimento significativo del taglio delle giornate di pesca, che negli ultimi anni, a partire dal 2019, avevano subito riduzioni medie del 10% annuo, mentre quest’anno, a fronte di proposte iniziali a due cifre, il taglio si è limitato al 3,15%, assorbibile dall’impatto delle circa 50 demolizioni attualmente in corso; eliminazione della formula automatica di taglio dei giorni finora prevista, che in questi anni aveva fortemente penalizzato l’Italia; rimodulazione della chiusura dell’area delle “Barbare”, passando da 7 a 2 mesi, ripristinando il modello in vigore nel 2025; contenimento della riduzione di quota di alici e sardine proposta dal Comitato Scientifico della CGPM (SAC).
Per il Canale di Sicilia ottenuto un aumento della quota di gambero di profondità, riconoscendo gli sforzi di riduzione effettuati dalla flotta italiana negli ultimi anni e gli impatti positivi sugli stocks; per i demersali nel Canale di Sicilia mantenute le giornate di pesca del 2026 ed eliminato il fermo obbligatorio per gli attrezzi da posta; per il mar Ionio ottenuto un leggero aumento della quota di gambero di profondità per il 2027 e per il Mar di Levante nessuna variazione significativa per le misure di gestione della flotta nazionale.
“Possiamo affermare di aver migliorato l’assetto della gestione della pesca rispetto al punto di partenza della trattativa, invertendo la tendenza degli ultimi anni che aveva portato a tagli lineari e ingiustificati delle giornate di pesca: le nuove misure riducono l’impatto operativo sulle marinerie e ridanno certezze – commentano – e respiro futuro alle nostre imprese e ai lavoratori del comparto”.