Il bilancio della Prefettura fotografa un calo dei roghi ambientali e un aumento dei sequestri nell’hinterland a Nord di Napoli, nei quartieri a ridosso resta viva l’inquietudine e la preoccupazione per l’impatto dei fumi e per le patologie oncologiche

NAPOLI- Il punto di svolta istituzionale è stato siglato pochi giorni fa a Casalnuovo, dove la Prefettura di Napoli ha presentato il bilancio dei controlli ambientali: un calo del 14% dei roghi tossici nell’area metropolitana e sanzioni amministrative per sette milioni di euro. Numeri significativi che testimoniano la stretta delle forze dell’ordine e l’impiego delle nuove foto-trappole nei punti critici.

Tuttavia, è impossibile abbassare la guardia. A dimostrarlo sono gli eventi delle ultime ore: tra sabato e domenica, nuovi blitz dei Carabinieri a Giugliano e Qualiano hanno portato al sequestro di autofficine e terreni trasformati in discariche abusive, confermando come la filiera dello smaltimento illecito continui a cercare valvole di sfogo nelle arterie periferiche.

È qui che il dato giudiziario incontra la vita quotidiana dei residenti. Per chi abita questi territori malati, la comparsa di scarti speciali a bordo strada non è solo un reato ma una minaccia di nuove fumate tossiche a ridosso delle abitazioni.

A dare forza alla preoccupazione sono le evidenze scientifiche. I report forniti dall’Asl di Napoli 2 Nord e le analisi dell’ISDE (Medici per l’Ambiente) continuano a tracciare una correlazione tra pressione ambientale ed emergenza sanitaria, evidenziando tassi di incidenza oncologica e di mortalità superiori alla media regionale. Un quadro clinico che spinge la popolazione a chiedere interventi strutturali, accelerando bonifiche dei siti contaminati per trasformare i dati giudiziari in una reale sicurezza per il territorio.

 

 

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