Roma, 3 nov. (askanews) – Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il Ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkow, hanno visitato il sito minerario di Sos Enattos, a Lula (NU), candidato a ospitare il futuro osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope (ET). La visita rafforza la candidatura congiunta di Sardegna e Sassonia, che prevede la costruzione di due interferometri nei rispettivi territori secondo una configurazione a ‘doppia L’.
La candidatura congiunta di Sardegna e Sassonia, si legge in una nota del Miur, si fonda sulle competenze scientifiche e sulle caratteristiche geologiche dei due territori che offrono condizioni particolarmente favorevoli per la realizzazione dell’Einstein Telescope. A rafforzare la proposta contribuiscono anche le conclusioni del recente Geometry Comparison Report , lo studio realizzato da oltre 200 esperti per confrontare le possibili configurazioni dell’infrastruttura e fornire elementi tecnici utili al Comitato dei Rappresentanti Governativi di ET. Il rapporto evidenzia, infatti, i vantaggi della soluzione a ‘doppia L’ rispetto alla configurazione triangolare, in termini di opportunità scientifiche, minori costi della strumentazione e gestione del progetto.
“Sono molto contenta che il Ministro Gemkow abbia accolto il mio invito a visitare Sos Enattos, il sito che l’Italia considera la migliore opzione per ospitare Einstein Telescope, anche in una prospettiva di configurazione a ‘doppia L’, ritenuta preferibile anche dalla comunità scientifica”, dichiara il Ministro Anna Maria Bernini.
“Questo risultato conferma la validità della candidatura congiunta presentata dalla Sassonia e dalla regione italiana della Sardegna, che si basa proprio su questo approccio. La realizzazione di parti dell’Einstein Telescope sia nella regione della Lusazia, in Sassonia, sia in Sardegna rafforza ulteriormente la dimensione transfrontaliera di questo progetto unico nel suo genere, nel pieno spirito dell’ideale europeo”, dichiara il Ministro Sebastian Gemkow.
“La Regione ha dimostrato, insieme alla Ministra Bernini e al Governo, che quando si fa lavoro di squadra i risultati arrivano”. Lo ha dichiarato la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. “Abbiamo dimostrato che, lavorando insieme e portando avanti questa candidatura, promuovendo la Regione e promuovendo il territorio, i risultati si possono raggiungere. Questo è un progetto della Sardegna insieme alla Sassonia, è un progetto europeo. È un’opportunità unica per noi”, ha concluso Todde.
“L’incontro qui a Sos Enattos tra i Ministri Gemkow e Bernini alla presenza della Presidente Todde è un segnale importante della volontà delle istituzioni italiane, sarde e sassoni di lavorare insieme per trasformare in realtà Einstein Telescope, oggi uno dei più ambiziosi progetti scientifici mondiali”, afferma Antonio Zoccoli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Stiamo costruendo una squadra formidabile, capace di mettere a sistema competenze scientifiche, tecnologiche e industriali per realizzare un’infrastruttura europea distribuita unica al mondo”.
“L’Einstein Telescope è una sfida scientifica straordinaria, che richiede competenze multidisciplinari e una forte collaborazione tra enti di ricerca e istituzioni. La capacità di conoscere ogni più piccolo tremore della Terra, grazie anche al contributo della geologia, della geofisica e dei ricercatori dell’INGV, sarà fondamentale per ascoltare i segnali più lontani dell’Universo. Un progetto che dimostra come la ricerca e le grandi scoperte nascano dalla condivisione delle conoscenze e dal lavoro comune”, dichiara Fabio Florindo, Presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
“Il silenzio del sottosuolo di Sardegna e Sassonia è una risorsa straordinaria per la scienza: solo in questa quiete Einstein Telescope potrà cogliere i segnali più deboli provenienti dagli eventi estremi dell’Universo”, afferma Roberto Ragazzoni, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “L’incontro di oggi rappresenta un ulteriore passo verso la realizzazione di questa grande sfida scientifica e tecnologica, alla quale l’INAF contribuisce con l’astronomia multi messaggera: sotto il suolo per ascoltare la fusione di due stelle, sopra per osservarne la luce”.
La collaborazione tra Sardegna e Sassonia è stata formalizzata con una dichiarazione di intenti firmata lo scorso gennaio a Roma dalla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e dal Ministro Gemkow, e con un accordo scientifico siglato il 17 luglio a Nuoro dai principali enti di ricerca italiani e tedeschi coinvolti nel progetto.
Alla visita al sito minerario di Sos Enattos, insieme ai Ministri Bernini e Gemkow, hanno partecipato la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e i rappresentanti delle delegazioni scientifiche italiane e tedesche. I due Ministri hanno partecipato inoltre all’incontro ‘Saxony and Sardinia: two sites for a unique European research infrastructure ‘, presso il Museo Minerario, al quale sono intervenuti anche il Sindaco di Lula, Mario Calia, l’ex direttore della miniera di Sos Enattos, Gianluca Loddo, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Antonio Zoccoli, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Roberto Ragazzoni, e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Fabio Florindo.