Tavolo tecnico con Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario al Masaf
POZZUOLI – Oltre il 90% degli allevamenti di cozze nella baia di Pozzuoli è stato distrutto dall’innalzamento della temperatura del mare. Una vera e propria ecatombe, che ha creato enormi disagi a una parte consistente del settore locale della mitilicoltura. Un dato evidenziato dagli uffici della Regione Campania, attivati su sollecitazione delle organizzazioni di produttori, che hanno escluso altre concause. Per fare il punto della situazione e per verificare le condizioni del comparto, è stata organizzata una visita istituzionale e un successivo tavolo tecnico a cui hanno partecipato il Sottosegretario al Masaf Patrizio Giacomo La Pietra e la Direttrice General Pemac, Graziella Romito.
“Sul versante della mitilicoltura – ha spiegato La Pietra -, a fronte dell’innalzamento delle temperature dei mari, bisogna valutare nuove tecniche di produzione e nuove regole per la pesca di pesci predatori come le orate, oltre a stanziare aiuti utili a mitigare i danni economici derivanti dalla moria del prodotto. Con i pescatori e miticoltori – ha aggiunto anche sul suo profilo social – abbiamo anche toccato il tema dei provvedimenti del governo per il caro gasolio, dal credito d’imposta, ai fondi Feampa fino al prestito azzurro, tutti strumenti utili a fare fronte a una situazione di criticità che vogliamo e dobbiamo affrontare e superare insieme, istituzioni e imprese”.
“La realtà che abbiamo visitato è molto interessante, dà lavoro a tantissime persone e quindi incide fortemente sul territorio – ha aggiunto Graziella Romito -. Dal punto di vista di cosa si possa fare per la parte della moria dei mitili, ritengo che il Ministero insieme alle aziende debba lavorare molto di più sulla ricerca. Quindi più investimenti e più reti di ricerca e università che possano in qualche modo prevenire e risolvere questi grossi problemi. Siamo in un momento di grandi cambiamenti climatici, quindi fondamentale il supporto della ricerca scientifica. Sul problema smaltimento retine ho richiesto l’aiuto degli operatori con proposte concrete per far fronte alle loro esigenze relative alla mancanza di infrastrutture per depositare le reti di lavorazione sui punti di sbarco. Sicuramente il futuro sarà complicato ma io sono un’ottimista e ritengo che ci sia un grande margine per lavorare con gli operatori e assicurare un futuro alla pesca e all’acquacultura italiana”.
Dopo il sopralluogo in mare, nel Golfo di Pozzuoli, è stato organizzata una visita a Bacoli all’interno dello stabilimento di Eurofish Napoli, azienda nata nel 1986 nella sede storica del mercato ittico cittadino. Una realtà all’avanguardia che negli anni ha creato posti di lavoro ed economia, diventando punto di riferimento per la produzione, commercializzazione e promozione del prodotto pescato, una cui consistente parte è di provenienza nazionale. Successivamente è stato animato il tavolo tecnico, all’interno di Skyline Mediterraneo, a cui hanno preso parte anche Gennaro Scognamiglio (Presidente Nazionale Unci Agroalimentare), Fabio Postiglione (O.P. Mytilus Campaniae), Giuseppe Guarna (O.P. Tonno Rosso d’Italia), con la moderazione di Luigi Basile.
“Chiediamo di trovare delle soluzioni che consentano il prosieguo dell’attività – ha sostenuto Postiglione -, individuando strade che possano rendere possibile la ripresa della mitilicoltura. Soluzioni che possano concretizzarsi attraverso il sostegno delle istituzioni ma soprattutto promuovendo sinergia tra operatori ed enti scientifici. Solo così saremo in grado di trovare formule che possano guidarci ad affrontare il cambiamento climatico in modo che il prodotto non ne risenta o che l’impatto su di esso sia minimo”.