Roma, 21 ott. (askanews) – Il 7 ottobre i tre fondatori del Sindacato ATUPU sono stati estromessi dalla rete commerciale delle università Pegaso, Mercatorum e San Raffaele, a distanza di appena cinque minuti l’uno dall’altro. Lo segnala una nota del sindacato.
Una decisione “improvvisa, giunta dopo che, nei mesi di giugno e luglio, i rappresentanti avevano richiesto chiarimenti su pratiche commerciali, trattamenti IVA e possibili situazioni di dipendenza economica”.
“Soltanto sette giorni prima, ATUPU aveva invitato a un confronto sindacale il direttore commerciale Stefano Parlato e l’avvocato Diego Riva dello studio PedersoliGattai – spiega Atupu -. Un invito che, secondo l’avvocato Gabriele De Luca, legale che assiste diversi Poli universitari, sarebbe rimasto senza risposta”.
“Ma il volto più drammatico di questa vicenda è quello delle 60 famiglie che oggi vedono compromessa la propria serenità economica e il proprio futuro”, prosegue la nota.
“Dopo anni di lavoro, investimenti e sacrifici, ci ritroviamo improvvisamente esclusi da un sistema che abbiamo contribuito a far crescere. Abbiamo avuto il coraggio di chiedere trasparenza e di costituire un sindacato. È questa la nostra colpa?”, dichiarano Massimiliano Scognamiglio, Presidente di ATUPU, Walter Scognamiglio, Vicepresidente, e Matteo Fortunati, Segretario Generale.
“Dietro questa decisione non ci sono soltanto tre imprenditori, ma sessanta famiglie, lavoratori, figli e persone che rischiano di pagare un prezzo altissimo. La dignità umana non può essere sacrificata sull’altare degli interessi economici. E il silenzio non può diventare la risposta a chi chiede legittimamente un confronto”, aggiungono i tre rappresentanti che chiedono che vengano chiarite le ragioni delle estromissioni e l’eventuale collegamento con la costituzione del sindacato, circostanza che dovrà essere accertata nelle sedi competenti.
“Non cerchiamo vendetta, ma giustizia. Non chiediamo privilegi, ma rispetto. E soprattutto non permetteremo che sessanta famiglie vengano abbandonate nell’indifferenza. Daremo dura battaglia in ogni sede possibile, giudiziaria e istituzionale, in Italia e in Europa, affinché siano tutelati i nostri diritti e venga fatta piena luce su questa vicenda. Perché il potere economico non può e non deve mai prevalere sulla dignità delle persone e sulla libertà di associazione”, concludono Massimiliano Scognamiglio, Presidente di ATUPU, Walter Scognamiglio, Vicepresidente, e Matteo Fortunati, Segretario Generale.