Il 70% teme impatto costo energia, mentre il 22% prevede di investire in IA nel 2028
Le imprese mantengono un atteggiamento positivo verso il futuro, nonostante le tensioni internazionali e l’aumento dei costi energetici. Per il 2026, il 27,5% delle aziende prevede una crescita del fatturato di almeno il 3%, il 19,8% prevede un aumento delle esportazioni e il 15,8% un incremento dell’occupazione. Questo trend ottimistico si riflette anche nelle previsioni per il 2027, con il 25,9% delle aziende che si aspetta un aumento del giro d’affari, il 20,6% delle esportazioni e il 13% degli occupati.
Le imprese guidate da giovani si mostrano ancora più fiduciose: per il 2026, il 37,6% stima una crescita del fatturato, il 34,8% delle vendite all’estero e il 24,3% dell’occupazione. Per l’anno successivo, queste percentuali sono rispettivamente del 33,3%, 34,1% e 21,4%. Questi dati provengono da un’analisi di Unioncamere su un campione di circa 4.500 aziende manifatturiere e di servizi con un numero di dipendenti compreso tra 5 e 499.
Nonostante l’ottimismo, oltre il 70% delle imprese è preoccupato per l’impatto dell’aumento dei costi energetici, con il 43,4% di esse che prevede una riduzione dei margini di profitto. Di conseguenza, entro i prossimi tre anni, il 36,1% delle aziende prevede investimenti nel settore green e il 38% in quello digitale.
Il presidente di Unioncamere, Andrea Prete ha osservato che le imprese sembrano aver imparato a gestire l’incertezza internazionale, reagendo rapidamente e adattando le strategie a uno scenario in evoluzione. Nonostante l’incertezza generale, la fiducia degli imprenditori è rimasta stabile negli ultimi tre anni dopo una fase di flessione nel 2022 causata dalla guerra russo-ucraina. Tra le conseguenze concrete dell’instabilità internazionale c’è l’aumento dei costi energetici. Non sorprende che oltre un terzo delle aimprese stia investendo nel green, puntando soprattutto a interventi per il risparmio energetico, unendo così sostenibilità e competitività.
Circa il 20% delle imprese prevede un calo del business nel 2026 e si aspetta maggiore incertezza nel 2027. Tuttavia, il panorama imprenditoriale in generale sembra resiliente: il 27,5% delle aziende prevede di chiudere l’anno corrente con un incremento rispetto al 2025, mentre oltre la metà punta a mantenere stabile il proprio fatturato. C’è però un 20,1% che incontra maggiori difficoltà e stima una riduzione del business.
Le proiezioni per il 2027 rimangono sostanzialmente coerenti, con il 25,9% delle aziende che si aspetta una crescita e il 50,4% che prevede stabilità. Tuttavia, una parte più ridotta delle imprese, pari al 7,1%, anticipa una flessione nel fatturato, a fronte di un aumento dell’incertezza, dato che il 16,7% non ha una chiara previsione per il futuro.
Oltre un’impresa su cinque prevede di investire nell’intelligenza artificiale entro il 2028. Per sostenere le loro attività, le aziende continueranno a puntare sul digitale, soprattutto in ambito di intelligenza artificiale. Il 21,8% delle imprese ha già effettuato investimenti in questo settore tra il 2023 e il 2025, o intende farlo nel prossimo triennio. Complessivamente, negli ultimi tre anni, il 44,6% delle aziende ha adottato tecnologie digitali 4.0 e il 38% prevede di farlo tra il 2026 e il 2028.
Ciro Di Pietro