Il weekend del Ravello Festival si è chiuso con il debutto sul palco del Belvedere di Villa Rufolo dell’orchestra Pomo d’oro guidata nella Città della Musica dal suo direttore principale, Maxim Emelyanychev, nome tra i più interessanti che recentemente si sono affacciati alla ribalta internazionale.

MAXIM EMELYANYCHEV IN UN REPERTORIO INTERAMENTE MOZARTIANO

Musicista preciso e dal piglio sicuro Emelyanychev è artista giovane ma dal carattere e dallo stile già definiti e riconoscibili. Tutto ciò si è espresso anche in questa serata interamente votata al repertorio mozartiano Emelyanychev ha regalato al folto pubblico un concerto piacevole ed eseguito con maestria e padronanza.

SOLD OUT PER IL RITORNO DELLA MÜNCHNER PHILHARMONIKER

Il giorno precedente, sold out per il ritorno a Ravello della Münchner Philharmoniker.

L’ultima volta che si sono esibiti in Villa Rufolo le immagini erano ancora in bianco e nero. Correva l’anno 1964 e il programma che venne eseguito in quella occasione era ovviamente wagneriano come wagneriana è stata la prima pagina scelta dal maestro Andrés Orozco-Estrada per riannodare i fili tra una delle più prestigiose orchestre tedesche e la Città della musica. L’Ouverture del Tannhäuser ha fatto da prologo ad un concerto formidabile dell’orchestra che ha brillato in tutte le sezioni per compattezza di suono e precisione.

Il neo Direttore Principale dell’Orchestra Nazionale della RAI, ha guidato la formazione con autorevolezza confermando ancora una volta la sua caratura internazionale. Prima dell’intervallo a strappare applausi è stato Lukas Sternath, solista austriaco, allievo di Igor Levit e virtuoso dello strumento.

FABIO LUISI AD APRIRE IL WEEK END NELLA CITTA’ DELLA MUSICA

Il week end si era aperto con Fabio Luisi che ha chiuso la tournée italiana in tre tappe alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala. L’Orchestra scaligera non ha tradito le attese riuscendo a tener testa, anche nella Città della Musica, al programma scelto: la Suite n.3 de L’oiseau de feu di Stravinskij e la Sinfonia n.5 in mi minore op.64 di Čajkovskij.

I 65 elementi dell’ensemble provenienti da nove Paesi diversi e con un’età media di 24 anni, hanno dato sfoggio di tecnica e preparazione sopraffina tenendo il palco con personalità guidati con la proverbiale empatia da Luisi. Standing ovation finale.

Annapaola Voto

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