Milano, 17 ott. (askanews) – “Scendiamo in piazza perché la gente non ce la fa più, perché c’è bisogno di aumentare i salari, perché c’è bisogno di far funzionare le scuole, perché c’è bisogno di rispondere al caro vita e perché c’è una domanda di partecipazione e di cambiamento che parte anche dalle nuove generazioni. Noi pensiamo che il Paese, il Governo, il Parlamento debbano imparare ad ascoltare e debbano soprattutto dare ascolto e voce a chi tiene in piedi questo Paese con la sua intelligenza e con il suo lavoro”. Lo ha dichiarato il leader della Cgil, Maurizio Landini, in corteo a Roma per la manifestazione de La Via Maestra, promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni laiche e cattoliche, per rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace.
“Quattro anni fa si stava meglio o si stava peggio? Credo – ha spiegato Landini – sia sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo oggi in tutto il Paese, dagli agricoltori, ai trasportatori, ai lavoratori che devono scendere in piazza per difendere le industrie come è successo per l’Ilva o l’Electrolux, agli studenti che stanno dicendo che le scuole li cadono in testa, che vogliono poter studiare. Soprattutto c’è un punto di fondo che l’unico vero investimento che questo Governo sta facendo è quello sulle armi. Mentre noi – ha proseguito – abbiamo bisogno di una sanità che funzioni, di una scuola funzioni, di un lavoro che faccia vivere le persone. E’ chiaro che c’è la necessità di un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali che stanno portando il nostro Paese a sbattere”.
“Noi siamo qui per dare voce alla maggioranza di questo Paese che non ne può più e che chiede un cambiamento – ha detto Landini -. Siamo qui per unire, non per dividere, soprattutto per unire e metterci a disposizione dei giovani e delle nuove generazioni”.