Milano, 17 ott. (askanews) – La permeabilità all’ossigeno e all’anidride carbonica, la tenuta alla pressione e la scelta dei materiali sono al centro di due guarnizioni per tappi a corona sviluppate da Crealis PE.DI per la produzione di spumanti Metodo Classico. “Top V” è destinata alle cuvée che affrontano lunghi affinamenti sui lieviti, mentre “Top L” utilizza una guarnizione in sughero trattato con anidride carbonica supercritica. Due applicazioni che richiamano questioni importanti per la produzione spumantistica: il controllo delle condizioni di maturazione in bottiglia e l’impatto ambientale delle chiusure.
Nel Metodo Classico il tappo a corona accompagna una fase fondamentale dell’elaborazione del vino. Dopo il tiraggio, con l’aggiunta di zuccheri e lieviti, la bottiglia viene chiusa per consentire la seconda fermentazione, durante la quale si sviluppa l’anidride carbonica responsabile della pressione e dell’effervescenza. Il vino rimane poi a contatto con i lieviti per un periodo che può durare diversi anni. Soltanto in occasione della sboccatura il tappo a corona viene rimosso e sostituito dalla chiusura definitiva.
Durante questo intervallo, la guarnizione deve assicurare la tenuta della bottiglia e presenta caratteristiche di permeabilità che possono influenzare gli scambi gassosi con l’esterno. L’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione deve essere trattenuta per mantenere la pressione prevista, mentre il passaggio di ossigeno attraverso la chiusura può contribuire all’evoluzione del vino. La durata dell’affinamento rende particolarmente importante la costanza di queste condizioni, perché anche scambi limitati possono assumere rilievo nel corso degli anni.
Il rapporto tra ossigeno e maturazione è tuttavia più complesso della semplice ricerca della minore permeabilità possibile. L’evoluzione di uno spumante dipende dalla composizione del vino di partenza, dall’attività dei lieviti, dalla durata della permanenza in bottiglia e dalle condizioni di conservazione. Le caratteristiche della guarnizione rappresentano quindi uno degli elementi che concorrono a definire l’ambiente nel quale avviene l’affinamento, senza determinare da sole il risultato finale.
“Top V”, denominata anche “Top Vintage”, è una guarnizione termoformata studiata per cuvée con affinamenti di 72 mesi e oltre, una durata nella quale la regolarità della chiusura assume particolare importanza. L’azienda dichiara una permeabilità di 0,13 centimetri cubi nelle 24 ore per l’anidride carbonica e di 0,0016 centimetri cubi nelle 24 ore per l’ossigeno. Sono valori riferiti alle caratteristiche tecniche del materiale e non a prove comparative sull’evoluzione organolettica dei vini.
La tenuta meccanica costituisce l’altro parametro rilevante. La seconda fermentazione genera infatti una pressione considerevole all’interno della bottiglia, alla quale il sistema di chiusura deve resistere per tutta la permanenza sui lieviti. Per “Top V” è dichiarata una resistenza fino a 9 bar, con prove effettuate fino a 10 bar. Anche la regolarità della crimpatura, l’operazione con cui il tappo a corona viene fissato al collo della bottiglia, contribuisce alla tenuta e all’uniformità delle chiusure utilizzate per una stessa partita di vino.
Top L affronta invece il tema dei materiali. La guarnizione è realizzata in sughero sottoposto a un trattamento con anidride carbonica supercritica, impiegata in condizioni di temperatura e pressione che le conferiscono proprietà particolari come fluido di lavorazione. Il sughero viene inserito meccanicamente nel tappo, senza l’impiego di colle. Il sistema è compatibile con le normali capsulatrici e con bottiglie standard, mentre non sono disponibili valori di permeabilità che consentano un confronto quantitativo con Top V.
La scelta del sughero introduce anche una questione ambientale, che non può essere risolta considerando soltanto l’origine naturale del materiale. L’impatto di una chiusura dipende infatti dalle materie prime impiegate, dai processi produttivi e dalle altre fasi comprese nella valutazione del ciclo di vita. Il confronto con una guarnizione sintetica deve quindi riferirsi a condizioni e criteri di analisi definiti.
Nel 2025 Consilia Associati ha condotto un’analisi indipendente del ciclo di vita confrontando un tappo a corona con guarnizione sintetica e uno con guarnizione in sughero. Lo studio ha calcolato per quest’ultimo una riduzione del 12,5% dell’impronta carbonica. Il dato riguarda i due sistemi di chiusura esaminati, non l’intero processo di produzione dello spumante, e non può essere esteso automaticamente a configurazioni differenti.
Le guarnizioni “Top V” e “Top L” saranno presentate al “Simei”, la manifestazione dedicata alle tecnologie per l’enologia e l’imbottigliamento, in programma dal 17 al 20 novembre a Milano.