Roma, 17 ott. (askanews) – A pochi giorni dal 33esimo anniversario della scomparsa di Federico Fellini, è la voce dello stesso Maestro a tornare per raccontare gli ultimi dieci anni della sua vita. Con lui, le testimonianze d’eccezione di Roberto Benigni, Milo Manara, Vincenzo Mollica, Nicola Piovani, Fiammetta Profili, Martin Scorsese, sei testimoni che hanno condiviso, da prospettive diverse, l’ultima stagione della sua vita e della sua arte. È da questo intreccio di racconti di vita vissuta, di testimoni diretti, con immagini e materiali d’archivio che nasce “Ultimo Fellini”, il documentario scritto e diretto da Gianluigi Attorre, prodotto da Atomic, coprodotto da Rai Cinema e TNM Produzioni, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screening.

Non soltanto, dunque, il ricordo di Fellini attraverso chi lo ha conosciuto. A raccontarsi è Fellini stesso, attraverso la sua voce e un patrimonio di immagini originali, in gran parte mai trasmesse: interviste, trasferte, festival, l’Oscar alla carriera, New York, backstage, momenti della vita quotidiana, passioni esoteriche, sul set e fuori dal set. Il film svela così l’uomo dietro il mito, in uno spaccato di vita segnato da un grande fermento artistico ma, al tempo stesso, dalla complessità dell’età che avanza, mentre il mondo intorno a lui cambia freneticamente.

Ognuno dei sei protagonisti porta nel film il proprio e personale “ultimo Fellini”. Martin Scorsese, il giovane regista americano che cerca la sua amicizia e la sua arte; Nicola Piovani, il compositore che traduce in musica le nuove vibrazioni emotive dei suoi ultimi film; Milo Manara, il maestro del fumetto con cui condivide la passione per il disegno e quelle storie pensate per il cinema che vedranno la luce solo sulla carta grazie alla sua arte; Vincenzo Mollica, il giornalista al quale Fellini si apre in confessioni e racconti senza riserve e che conserva negli anni un patrimonio video di riprese con interviste, trasferte, festival e backstage; Fiammetta Profili, la sua segretaria e “angelo custode”, presenza inseparabile negli ultimi anni, custode della quotidianità e del lavoro del regista, rimasta per scelta nell’ombra anche dopo la sua morte; e Roberto Benigni, l’attore che Fellini cerca per il suo ultimo film e che in Ultimo Fellini diventa un narratore fuori dal coro. Il film affida il racconto alle loro parole, ma anche agli spazi, ai documenti e ai cimeli custoditi nelle loro case e nei loro studi.

Alla base del documentario ci sono tre anni di ricerche, dai backstage degli ultimi film all’apertura di archivi privati. Tra i materiali ritrovati, un ruolo importante è affidato al patrimonio conservato da Vincenzo Mollica, che apre il suo archivio personale.

“La rivelazione arriva un giorno, insieme a sua figlia Caterina Mollica – anche lei produttrice del documentario – quando, mettendo ordine nel suo studio, scopriamo un armadietto con decine e decine di cassette-video che documentano interviste, cronache di trasferte, festival e backstage degli ultimi dieci anni di vita di Federico Fellini. Solo pochi minuti di estratti video erano andati in onda tra speciali ed edizioni del Tg nazionale”, ha raccontato Gianluigi Attorre, regista e sceneggiatore di “Ultimo Fellini” e già produttore di “Io, noi e Gaber”, vincitore del Nastro d’Argento per il Miglior Documentario e candidato al David di Donatello.

Il racconto arriva al 1993, l’ultimo anno. A marzo Fellini riceve a Los Angeles l’Oscar alla carriera. All’indomani della cerimonia, l’ultima telefonata con Martin Scorsese. Poi ottobre e gli ultimi giorni, fino al 31 ottobre 1993.

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