Roma, 3 nov. (askanews) – Secondo la Società Italiana di Pediatria (SIP), nel nostro Paese oltre il 20% dei ricoveri in pediatria generale riguarda sintomi fisici reali di origine psicologica ed emotiva. Su questo scenario allarmante si è soffermato, in particolare, il VI Congresso italiano di Yoga della Risata, organizzato dall’Istituto italiano di Yoga della Risata, che si è concluso domenica con oltre 200 partecipanti. Al centro, si legge in una nota, ci sono stati bambini, ragazzi e scuola, accanto alle applicazioni in ambito aziendale e soprattutto socio-sanitario: ospedali, pazienti oncologici, malati di Parkinson, cure palliative, carcere, anziani, disabilità, scuola e neurodivergenza.
L’Istituto, co-diretto dai Master Trainer Lara Lucaccioni e Matteo Ficara, in due anni ha avvicinato per la prima volta alla pratica oltre 50mila persone, conta oggi oltre 200 trainer e 119 Club della Risata, ha realizzato 22 progetti sociali e aziendali. Durante l’evento ha annunciato due novità sul fronte scolastico: la prima è l’avvio dell’iter per far riconoscere dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) la formazione degli insegnanti; la seconda è la nascita di un gruppo di ricerca scientifica sull’età scolare, che segue i numerosi progetti già realizzati con i minori. Va nella stessa direzione la notizia rivelata dai fondatori, il medico indiano Madan Kataria e la moglie Madhuri, tornati in Italia dopo sette anni: nel loro Paese la pratica è entrata nel programma curricolare di 11 scuole pilota, tre volte a settimana.
A dare la misura dell’allarme salute mentale giovanile in Italia è stata Lucia Leonardi, responsabile dell’ambulatorio di immunologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma. Negli ultimi dieci anni, secondo dati riportati dalle principali società scientifiche nazionali pediatriche, gli accessi in pronto soccorso di bambini e adolescenti per emergenze neuropsichiatriche – ideazione suicidaria, autolesionismo, disturbi alimentari, crisi d’ansia acute – sono cresciuti del 50-65%. Tra le cause, l’isolamento digitale e sensoriale: secondo studi i ragazzi passano dalle 40 alle 65 ore a settimana davanti agli schermi, mentre il gioco libero all’aperto e il contatto con la natura sono diminuiti come mai prima nella storia dell’umanità (Roberts, Foher, & Rideout, 2005; Roberts & Foher, 2008).
“Se si vuole un futuro migliore, bisogna cominciare dai bambini. Oggi i ragazzi soffrono a scuola anche per le grandi aspettative dei genitori. Chi gioca meno cresce con meno intelligenza emotiva”, ha sottolineato lo stesso Kataria. Lo yoga della risata nasce dall’intuizione che il corpo non distingue una risata spontanea da una autoindotta. Oggi lo praticano 3,5 milioni di persone in oltre 120 Paesi, e il suo obiettivo è proprio recuperare la giocosità dei bambini, che ridono con il corpo, senza un motivo.
Sul campo si riscontrano un miglioramento di ossigenazione, umore, sonno e intelligenza emotiva e una riduzione di stress e ansia. Gli studi sulla pratica sono quasi 800. Una recente meta-analisi la colloca al primo posto contro lo stress, davanti a mindfulness e terapia cognitivo-comportamentale. Studi più piccoli la associano a meno cortisolo, e meno ansia e a più anticorpi salivari in età pediatrica. Perché funzioni lo hanno spiegato al Congresso il neuroscienziato del CNR Fausto Caruana, co-autore del libro ‘Perché ridiamo – Alle origini del cervello sociale’ (Il Mulino) e il pedagogista Filippo Gomez Paloma, coordinatore scientifico della rete Embodied Education Italia.
Tra gli altri interventi, Lucia Leonardi ha spiegato come, secondo gli studi più recenti, soprattutto in epigenetica, le esperienze psicologiche possano modificare, fin da prima della nascita, l’espressione dei geni legati all’infiammazione. In questa ottica, la risata risulta tra i fattori che favoriscono buon umore, con un impatto positivo sul sistema immunitario. Su questo fronte la biologa nutrizionista Leslye Pario ha presentato la risata come risorsa complementare contro l’infiammazione cronica.
Fatma Özlem Öztürk, ricercatrice dell’Università di Ankara, ha illustrato uno studio sulle metafore con cui gli anziani descrivono i benefici della pratica. Per Luca Speciani, medico fondatore della Medicina di Segnale e direttore scientifico del mensile L’Altra Medicina, ridere è una scelta per dare gioia e senso alla vita. Matteo Ficara, filosofo e futurista, ha spiegato come la risata realizzi la felicità in tutte le sue dimensioni: emozioni, relazioni e significato.
“Questo Congresso ha unito la pratica, con tutte le sue applicazioni, e la ricerca scientifica, che con le prime meta-analisi sta facendo passi avanti importanti anche sullo yoga della risata – dichiarano Lara Lucaccioni e Matteo Ficara, co-direttori dell’Istituto – Ora tocca all’Italia, partendo da chi soffre di più: i minori. Abbiamo tra le mani una pratica semplice, alla portata di tutti e straordinariamente efficace, per quella che è la missione del movimento: salute, felicità e pace nel mondo. Grazie a Madan e Madhuri Kataria, che apprezzano l’energia e la competenza dei trainer italiani e ci hanno invitato come relatori al Congresso internazionale di marzo 2027 in India, per raccontare ciò che sta avvenendo nel nostro Paese”.
Tra le iniziative dell’Istituto, anche Risate in Podcast, realizzato con la giovane coach Giulia Piacentino, che conta oltre 20mila riproduzioni e 450 ore di ascolto in 16 mesi, per giungere a più di 1.300 ascoltatori, quasi uno su tre sotto i 45 anni.
Lo yoga della risata si pratica come un esercizio fisico che coinvolge tutto il corpo. Parte dalla volontà e non dall’umorismo, secondo il principio che il movimento crea l’emozione, e sostiene la risata con la respirazione. In gruppo ci si guarda negli occhi e ci si muove in modo giocoso. Con la formula ideata da Lara Lucaccioni, “Inspiro, trattengo e rido”, la risata diventa autentica e contagiosa.
Il riso non nasce dall’umorismo, ha spiegato Caruana, ma nel gioco tra animali, e in particolare nella lotta, per segnalare all’altro che si sta ancora giocando. L’area che si attiva nel sorriso e che è alle basi del contagio della risata è la corteccia cingolata anteriore. Gomez Paloma, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Cassino, ha approfondito sull’embodied cognition: “Il corpo non accompagna l’apprendimento: il corpo è apprendimento”. Di solito si ride così: “battuta, capisco, rido”. Nello yoga della risata la sequenza si ribalta in “rido, sento, penso”, in quanto “l’emozione segue il gesto”.
A mettere in fila le meta-analisi sulla pratica è stata Lara Lucaccioni. Su 8 studi (Kramer e Leitao, 2023), il cortisolo, l’ormone dello stress, cala del 31,9% già dopo una sola sessione. Su 29 studi e quasi 2.000 persone (van der Wal e Kok, 2019), la risata intenzionale ha sulla depressione un effetto quasi doppio rispetto a quella provocata dall’umorismo. E su 22 studi con studenti di infermieristica (Wang e colleghi, 2026), lo yoga della risata è risultato il più efficace contro lo stress. Tra emozioni e difese dell’organismo esiste un dialogo continuo, ha spiegato Lucia Leonardi: sistema nervoso e sistema immunitario sono collegati, le emozioni negative alimentano l’infiammazione, e chi ha subito traumi nell’infanzia ha da adulto marcatori infiammatori più alti, come descritto da molti studi. Vale anche il contrario: su 32mila persone seguite per trent’anni (Lawrence EM, Rogers RG, Wadsworth T. Soc Sci Med. 2015), la felicità correlava con una maggiore sopravvivenza in un’analisi multiparametrica; su 305 bambini (Dur S e colleghi 2026) lo yoga della risata è stato associato a meno ansia e stress e a concentrazioni più elevati di IgA salivari, gli anticorpi coinvolti tra le prime linee di difesa.
L’infiammazione, ha spiegato Pario, è una risposta protettiva che diventa un problema quando persiste, diventando cronica e silente. Tra i fattori che possono favorirla, figurano un’alimentazione ricca di cibi ultraprocessati e povera di fibre, la sedentarietà, lo stress persistente, un sonno scarso, isolamento sociale e disagio emotivo. Lo yoga della risata può rappresentare un supporto soprattutto attraverso vie indirette, aiutando a ridurre lo stress percepito, favorendo il rilassamento e rafforzando la connessione sociale. Alcuni studi, condotti anche in ambito oncologico e nelle persone in dialisi, hanno riportato benefici su stress e qualità di vita, senza costituire “una prova diretta di riduzione dell’infiammazione cronica – ha precisato – la risata può essere una risorsa complementare: non sostituisce le cure mediche, il movimento o un’alimentazione equilibrata”.