Milano, 27 ott. (askanews) – Il costruttore cinese Great Wall Motor (Gwm) accelera la sua espansione in Europa puntando sulla produzione locale, sull’ampliamento della gamma e su una piattaforma comune per ridurre tempi e costi di sviluppo. Il gruppo avvierà la produzione in Bulgaria nel primo trimestre 2027, attraverso un accordo con Bulgarian Automotive Industry (Bai), e prevede almeno dieci modelli nuovi e derivati nei prossimi due anni. Gli annunci sono arrivati oggi a Milano, al Gwm Tech Day.

Il primo modello sarà la versione elettrica di Ora 5, che secondo quanto annunciato da Bai a settembre sarà assemblata nello stabilimento esistente di Bahovitsa, vicino a Lovech, dove in passato venivano già assemblate vetture Great Wall. Bai prevede circa 10mila auto nel 2027, rispetto a una capacità nominale di 50mila unità annue.

“Si tratta di un passaggio strategico dall’esportazione di prodotti alla produzione locale”, ha dichiarato Nicole Wu, Chief Technology Officer di Gwm. Il gruppo punta a sviluppare poli produttivi integrati in Europa per veicoli e componenti, anche alla luce delle regole Made in Europe allo studio dell’Ue.

Gwm ha dichiarato in precedenza di puntare a produrre 300mila veicoli l’anno in Europa e a raggiungere una quota di mercato del 3-5% entro il 2030. La gamma sarà ampliata con modelli termici, ibridi ed elettrici, dalle compatte ai Suv e alle monovolume premium. La famiglia Ora 5 comprenderà anche Suv, due volumi e station wagon.

Centrale nella strategia industriale è la piattaforma GuiYuan, sviluppata da Gwm e utilizzabile per tutte le motorizzazioni, dalle termiche alle ibride ed elettriche, fino all’idrogeno. Grazie a componenti standardizzati e numerose funzioni software gestite con intelligenza artificiale, l’architettura può essere utilizzata su modelli differenti, con l’obiettivo di ridurre tempi di sviluppo e costi di produzione e manutenzione.

Gwm dispone dal 2021 di un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera, coinvolto nella definizione dei modelli europei. Per Ora 5 e H7 i team locali hanno effettuato oltre 100mila chilometri di prove su strada, intervenendo su telaio, sterzo, motorizzazioni e sedili.

“Un’auto che funziona bene in Cina non soddisfa automaticamente ogni aspettativa europea. Sviluppare per l’Europa significa capire come si guida qui, dalle autostrade tedesche alle strade di montagna italiane”, ha spiegato Thomas Schemera, responsabile prodotto Europa di Gwm.

Il gruppo conta oltre 28mila addetti alla ricerca e sviluppo e dichiara investimenti annui superiori a 1,3 miliardi di euro. Opera con filiali in Italia, Spagna e Paesi Bassi e prepara l’ingresso in Francia.

Protagonista del Gwm Tech Day di Milano è stato il Suv H7, lungo 4,7 metri, al debutto in Europa. In Italia è disponibile con motorizzazioni benzina, full hybrid e plug-in hybrid. La versione Hi4 a trazione integrale sviluppa 435 CV e offre fino a 129 km di autonomia elettrica WLTP, mentre la plug-in Hi2 raggiunge 140 km. Il sistema Hi4 ripartisce la coppia tra gli assi dallo 0 al 100%, ricalcolando la spinta sulle ruote 100 volte al secondo. I prezzi partono da 37mila euro, che scendono a 29.990 euro con la promozione di lancio sulla versione full hybrid in caso di permuta o rottamazione.

Nella gamma europea figurano inoltre il pick-up P500, la monovolume Wey G9 e il fuoristrada Tank 300, proposto con turbodiesel da 184 CV e ibrido plug-in Hi4-T da 408 CV, che combina trazione integrale meccanica per l’off-road e guida elettrica nell’uso quotidiano.

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