Roma, 21 ott. (askanews) – La Juventus cerca una risposta immediata dopo la netta sconfitta in campionato contro la Lazio. L’occasione arriva in Europa League, dove all’Allianz Stadium si presenta il Rennes, avversario che finora ha mostrato qualità e capacità di giocare a viso aperto. Luciano Spalletti punta sulla reazione del gruppo e sulla possibilità di correggere subito gli errori commessi.
“Dobbiamo essere pronti a una partita da ribaltamento di fronte, in campo aperto. In queste situazioni lasciamo spesso troppi spazi e dobbiamo migliorare”, spiega l’allenatore. La vicinanza degli impegni, in questo senso, può diventare un’opportunità: “Ti dà la possibilità di ribaltare l’idea che gli altri si fanno di te. Siamo felici di rigiocare subito”.
La sconfitta con la Lazio ha lasciato il segno, ma Spalletti non cerca alibi. “Un po’ di stanchezza c’era, ma non dobbiamo usarla come giustificazione. Avremo decine di partite ravvicinate e dovremo cambiare elementi di volta in volta”. Il tecnico racconta anche il confronto avuto con la squadra: “Nell’ultima riunione ho lasciato parlare i ragazzi. Sono emerse cose interessanti e hanno riconosciuto di essere sotto il loro livello. Possiamo lavorare sugli aspetti che ci sono mancati”.
Chiarimento avvenuto anche tra Bremer e i compagni, dopo le parole del difensore seguite alla battuta d’arresto. “Ha spiegato le sue parole e la squadra le ha accettate. Hanno un bellissimo rapporto. Per me era tutto chiaro già da domenica sera”, assicura Spalletti.
Sul piano tattico, l’allenatore invita a non trasformare il possesso palla in un obiettivo fine a se stesso. La ricerca di un calcio più manovrato deve conciliarsi con le caratteristiche degli attaccanti a disposizione. “Stiamo tentando da tempo di fare un calcio più di possesso, ma bisogna stare attenti alle qualità dei giocatori che abbiamo. Kolo Muani, per esempio, ha bisogno di essere mandato in campo aperto. A volte bisogna andare direttamente dietro la linea difensiva dopo aver riconquistato il pallone, senza pensare a consolidare il possesso”.
Nessuna anticipazione, invece, sulla formazione e sulle possibili rotazioni. “Non bisogna essere ossessionati dai titolari, le cose si possono sviluppare anche strada facendo”, sottolinea il tecnico