La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante, allargatasi da diverse parti del Mezzogiorno, sta paralizzando la rete logistica regionale. Tra blocchi stradali nei principali snodi campani e consegne saltate, anche nei punti vendita di Casalnuovo cresce l’allarme per la carenza di generi alimentari freschi
CASALNUOVO – L’ondata di proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante, partita da altre regioni del Sud Italia e diffusasi rapidamente lungo tutta la penisola, sta paralizzando la rete logistica campana. Alla base delle mobilitazioni ci sono i costi del carburante ormai insostenibili per le imprese di trasporto, che denunciano l’impossibilità di proseguire l’attività a queste condizioni.
I blocchi dei tir agli accessi del porto di Napoli e nei principali nodi commerciali del territorio – come l’interporto di Nola, Maddaloni, Marcianise e Caserta Sud – stanno rallentando pesantemente il passaggio delle merci e la circolazione stradale.
Gli effetti di questa paralisi a catena iniziano a farsi sentire direttamente sulla vita quotidiana: da Casalnuovo a comuni limitrofi, nei mercati e nei punti vendita locali l’approvvigionamento dei beni alimentari inizia a scarseggiare a causa delle consegne bloccate. A rischio sono i prodotti freschi e l’ortofrutta, i cui cicli di distribuzione quotidiana restano ostacolati dai blocchi dei trasportatori.
La filiera agroalimentare si trova così ad affrontare ritardi continui e un blocco diffuso che condiziona l’intera provincia. Le associazioni di categoria seguono con apprensione l’evoluzione della vertenza, mentre famiglie e commercianti del nostro territorio si trovano a fare i conti con l’incertezza quotidiana di una crisi che li tocca da vicino.