La straordinaria autrice di “Persepolis” si è spenta a 56 anni, un anno dopo la perdita del suo amato marito. Lascia un’eredità di immenso coraggio contro l’oscurantismo

 Il mondo della cultura piange Marjane Satrapi. L’autrice e regista franco-iraniana è scomparsa a soli 56 anni a Parigi, lasciando un vuoto immenso. Una fine dolorosa, legata a un dramma intimo: la famiglia ha comunicato che Marjane è “morta di tristezza”, logorata dal dolore per la scomparsa del marito e grande amore Mattias Ripa, avvenuta nell’aprile del 2025.

Il suo capolavoro “Persepolis” dove troviamo il tratto bianco e nero, netto e indimenticabile, Satrapi aveva raccontato la propria infanzia a Teheran, i traumi della rivoluzione islamica e il dolore dell’esilio in Europa. Diventando manifesto universale contro ogni forma di fondamentalismo, totalitarismo e oppressione, specialmente sulle donne.

Ma la sua forza straordinaria risiedeva nella coerenza: Nel 2025 aveva rifiutato la prestigiosa Legion d’Onore, massima onorificenza francese, accusando Parigi di ipocrisia sulle politiche dei visti che negavano la salvezza ai dissidenti e attivisti iraniani. Ci lascia una donna fiera e onesta, che non ha mai barattato i propri ideali, insegnando al mondo intero il valore autentico della dignità personale e della libertà.

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