Più certezze per le imprese

Le nuove certificazioni ministeriali preventive mettono fine alle autodichiarazioni aziendali. Il sistema dei crediti d’imposta diventa tracciabile, trasparente e validato da esperti accreditati.

Dopo anni di contenziosi e verifiche fiscali retroattive, cambia radicalmente il sistema dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, l’incentivo che consente alle imprese di recuperare una parte delle spese sostenute per progetti di innovazione. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha introdotto, con il DPCM 15 settembre 2023, le certificazioni ministeriali preventive, affidate a un albo di professionisti accreditati che validano i progetti prima della richiesta del beneficio.

Nel primo anno di applicazione i numeri indicano una svolta: 6.577 progetti registrati e oltre 2.600 già certificati, segno della rapida adesione del tessuto produttivo a un modello che punta su certezza giuridica e riduzione del rischio fiscale. Negli anni passati, l’assenza di regole uniformi e i controlli successivi dell’Agenzia delle Entrate avevano trasformato il comparto in una “giungla normativa”, con sanzioni e rimborsi milionari.

«Non è più un’autodichiarazione, ma una verifica indipendente e tracciata», spiega Riccardo Petricca, certificatore accreditato n. 3 del MIMIT. La nuova procedura crea un canale diretto tra impresa e certificatore per affrontare e risolvere in anticipo eventuali criticità.

La misura del credito sale fino al 50% per le spese di personale altamente qualificato e per i contratti di ricerca, consolidando la valenza strategica dello strumento. Per il MIMIT si tratta di un cambio di paradigma: da un sistema auto‑dichiarato a una validazione ministeriale preventiva, che restituisce fiducia e stabilità al rapporto tra imprese, fisco e innovazione.

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