Sentiment delle famiglie migliora ma per le aziende la situazione è più complessa

Il dato riguardante la fiducia di imprese e famiglie per il mese di febbraio rappresenta un indicatore di un’economia che, sebbene stia mostrando segni di recupero moderati, fatica a trovare una direzione verso una crescita più stabile e duratura, capace di coinvolgere in modo ampio le varie parti del sistema.

Da una parte, ci sono segnali di avanzamento nel morale delle famiglie, con riprese in tutte le principali aree, mentre la situazione per quanto riguarda le imprese sembra più complicata. Questo è quanto affermato dall’Ufficio Studi di Confcommercio in merito ai dati resi pubblici dall’Istituto Nazionale di Statistica.

Analizzando con maggiore attenzione “le opinioni espresse dalle famiglie, si evidenziano ancora dubbi riguardanti l’andamento del lavoro e le potenzialità di miglioramento delle finanze domestiche. Tuttavia, emergono aspettative e percezioni finalmente meno pessimistiche riguardo l’andamento dell’inflazione. Questo potrebbe incentivare una maggiore propensione al consumo. In parte, i segnali favorevoli notati nei primi mesi di quest’anno sembrano essere stati recepiti dai commercianti, sia grandi che piccoli, con aspettative di vendite in significativo aumento”.

Secondo Confcommercio “la situazione nel settore manifatturiero appare meno promettente, a dimostrazione che i segnali di un lieve recupero sono ancora molto fragili e irregolari, anche a causa di contesti internazionali complessi. Il miglioramento nel settore delle costruzioni, oltre a fattori stagionali, potrebbe essere stato alimentato dall’accelerazione delle attività legate al PNRR, in scadenza imminente, un elemento che potrebbe portare benefici alla crescita del primo trimestre del 2026. Per quanto riguarda il turismo, da tempo una delle aree più dinamiche del sistema, la diminuzione della fiducia degli operatori va considerata con un certo grado di cautela, tenendo conto della stagionalità che storicamente contraddistingue i risultati economici del settore”.

Ciro Di Pietro

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