L’artigianato italiano affronta una crisi senza precedenti: secondo il rapporto GreenItaly 2020, l’Europa sta cercando di costruire un’economia sostenibile e a misura d’uomo, ma molte tradizioni secolari rischiano di scomparire per sempre.
Nel cuore dell’Umbria, a Tuoro sul Trasimeno, vive e lavora Graziella Bennati, maestra artigiana, orafa artistica dell’arte del pizzo d’Irlanda. E’ l’unica persona al mondo a padroneggiare l’arte del pizzo realizzato in oro, argento e bronzo.
Con le sue sapienti mani, guidate da un’esperienza commisurata ad anni di lavoro e innovazione, fondersi in un’unica essenza per celebrare i propri saperi.
La storia di questa lavorazione inizia nell’isola Maggiore del lago Trasimeno dove nel XIX secolo la Marchesa Elena Guglielmi insegnò alle mogli dei pescatori l’antica l’antica tecnica del pizzo d’Irlanda, che veniva utilizzata per abbellire o adornare tovaglie, lenzuola, coperte, corsetti, eccetera.
Fin da bambina, la nonna materna le insegnò a utilizzare l’uncinetto ed il cotone per realizzare il famoso corredo per il matrimonio.
Nel lontano 78, Graziella ha iniziato l’arte orafa lavorando per delle ditte Aretine, ma nel 98, stanca di svolgere le stesse lavorazioni, decide di rivoluzionare la sua vita lavorativa trasformando l’antica tecnica dell’uncinetto con il cotone ai metalli preziosi. Graziella ha impiegato molto tempo per trovare l’equivalenza tra la resistenza e la morbidezza nel lavorare il filo d’oro.
Il processo è stato lungo e impegnativo, ogni errore comporta la perdita dell’intero pezzo poiché il metallo non può essere disfatto come i cotoni, ma veniva rifuso per rifare il filo da lavorare. Le sue creazioni, pezzi unici in filo d’oro, argento e bronzo, passano dai gioielli alle scarpe regali, dai magnifici inserti su capi di abbigliamento, alla principesca lingerie, mantenendo la tradizionalità del pizzo d’Irlanda.
Graziella ha avuto l’accortezza di depositare 3 Marchi 5 serie Ornamentali e dal 2016 le è stata riconosciuta la certificazione: 100% Made in Italy.
Graziella ha viaggiato in tutto il mondo, dall’America alla Cina, dalla Grecia alla Spagna, da Dubai a Cipro, portando sempre un forte legame con il suo territorio d’origine. L’innovazione ha attirato l’attenzione internazionale: nel 2005 le sue creazioni hanno conquistato la copertina di Vogue, e l’Emiro di Dubai si è interessato ai suoi gioielli.
Tuttavia, la produzione artigianale non può competere con i quantitativi richiesti dal mercato globale. ‘Questi sono pezzi unici fatti a mano, è impossibile gestire una produzione di massa’, sottolinea Graziella. La situazione riflette un problema più ampio dell’artigianato italiano. Secondo i dati degli insediamenti economici nelle aree rurali, molte tradizioni locali stanno scomparendo per mancanza di trasmissione generazionale.
‘Il mio sogno è trovare uno stilista o un Brand che voglia collaborare’, confida Graziella. ‘Non voglio solo vendere i marchi, ma affiancare qualcuno per trasmettere questa lavorazione’. ‘Questa passione vorrei poterla trasmettere a gente creativa che capisce il vero lavoro, la vera manualità, il vero sacrificio’, è il suo appello finale.