Napolitano: “Serve dialogo tra chi deve operare nella pubblica amministrazione e chi è deputato a fare controlli”
“Uno dei temi che si sta maggiormente dibattendo, alla luce della nuova normativa, è quello della concorrenza tra la responsabilità civile e la responsabilità amministrativa.
Ma la semplificazione sicuramente è la prima misura da attuare, perché la paura della firma discende direttamente dalla complessità normativa del nostro sistema legislativo.
È veramente difficile per un dirigente districarsi fra leggi di vario rango provenienti da tutte le autorità. Serve prima di tutto semplificazione e chiarezza”.
Lo ha dichiarato Elisa Petrone, segretario generale Fedir, nel corso del convegno “La responsabilità erariale del dirigente pubblico: luci ed ombre dopo la legge 1/2026” promosso dal sindacato Fedir (Federazione dirigenti e direttivi pubblici).
A illustrare il tema dell’iniziativa è Giuseppe Napolitano, segretario generale Fedir Campania: “Questo convegno nasce per approfondire questo tema affinché non si ponesse contrapposizione tra chi deve operare nella pubblica amministrazione e chi è deputato a fare controlli.
Riteniamo fondamentale avere un colloquio costruttivo con le parti in campo, per questo abbiamo coinvolto colleghi delle istituzioni, per fare piena luce sulla norma e focalizzare quali sono i punti di forza, in termini di semplificazione, per aiutare i dirigenti a non avere paura della firma”.
Preoccupazione emerge dall’intervento di Maria Concetta Giardina, segretario Fedir dip.to Segretari comunali: “Come categoria noi non abbiamo la paura della firma. Ma questa legge, con le varie interpretazioni che stanno emergendo, rischia di farcela venire davvero.
Ritengo sia molto utile, in questo contesto, il confronto con i magistrati della Corte dei conti e con i tecnici che ci hanno dato la loro visione. Il confronto in questi casi è sempre utile”.
L’impatto della nuova norma su chi espleta funzioni dirigenziali è stato analizzato da Marco Castellani, presidente dell’Associazione nazionale Certificatori e Revisori degli Enti locali: “Come Ancrel noi chiaramente guardiamo la riforma dal punto di vista dei revisori degli enti locali.
La profilazione e la limitazione della responsabilità che troviamo nella riforma della Corte dei conti la rivediamo per coerenza, con una precedente riforma, che sempre nel 2025 è stata approvata peraltro all’unanimità dalle Camere: quella dell’articolo 2407 del Codice civile sulla responsabilità del collegio sindacale.
Di fatto si replica anche da un punto di vista della responsabilità erariale la limitazione al compenso o comunque a una percentuale rispetto al danno cagionato”.
Per Daniele Ricciardi, presidente dell’Associazione nazionale dei responsabili unici del Progetto: “La nuova legge lascia tanti dubbi interpretativi e già ci sono diversi temi all’attenzione degli organi giurisdizionali.
Le cose possono cambiare solo con la semplificazione delle regole e con sistemi che garantiscano la certificazione di chi deve assumere decisioni. Introducendo un sistema di qualificazione del personale della PA attuando incentivi per le specializzazioni dei rup previsti già dalla legge Merloni”.