Roma, 5 feb. (askanews) – In occasione del Safer Internet Day (SID) 2026 – la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra martedì 10 febbraio – Save the Children ricorda l’urgenza di far riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.

I sempre più frequenti episodi che vedono coinvolti adolescenti in casi di cyberbullismo, incitamento all’odio (hate speech), condivisione di immagini intime senza consenso e altre forme di abuso e/o violenza rendono ancora più evidente la necessità di promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete. Il 47,1% dei 15-19enni è stata/o vittima di cyberbullismo, ricevendo messaggi offensivi, minacce o insulti via web o essendo esclusi da chat o gruppi online, con un aumento consistente dopo la pandemia (nel 2020 si attestava al 34,1%). Nell’indagine Istat 2023, quasi il 20% dei 14-19enni ha dichiarato di aver subito più volte al mese un qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione sia online che offline (l’1,5% aveva subito minacce e aggressioni fisiche continue).

Promuovere l’educazione digitale e l’uso sicuro e consapevole delle nuove tecnologie da parte dei minori significa investire nel futuro delle nuove generazioni, affinché possano vivere gli ambienti digitali come spazi di crescita, condivisione e rispetto reciproco. Per farlo, è fondamentale dare loro gli strumenti necessari per potenziare le competenze digitali, intese non solo come competenze informatiche ma anche come capacità di interpretare le esperienze online, sviluppando il senso critico, le capacità relazionali, la consapevolezza di scelte etiche e la tutela dei dati personali. Secondo un’indagine di Save the Children realizzata da CSA Research, il 92,5% degli adolescenti intervistati utilizza strumenti di intelligenza artificiale. Tra chi utilizza l’IA, i motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), traduzioni (19,8%), scrittura di testi (18,7%), ma è rilevante la percentuale anche di chi la usa prevalentemente per scopo ludico (21,4%) o per consigli utili per la vita quotidiana (15%). Il 7,1% degli utilizzatori di IA lo fa per aumentare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia. Poco più di due adolescenti su 5 (41,8%) affermano di avere chiesto aiuto a strumenti di IA nei momenti in cui si sentivano tristi/soli/ansiosi. Una percentuale simile (42,8%), lo ha fatto per chiedere consigli su scelte importanti (relazioni, sentimenti, scuola o lavoro). L’uso di questi strumenti è considerato fondamentale da circa la metà degli adolescenti intervistati (49,1%) e il 47,1% pensa che un uso maggiore lo/la aiuterebbe molto nella sua vita personale. La caratteristica più apprezzata dell’IA tra gli adolescenti è il fatto che ‘è sempre disponibile’ (28,8%) e ‘sa moltissime cose’ (24,5%), ma anche (14,5%) che ‘mi capisce e mi tratta bene’ e ‘che non mi giudica’ (12,4%). Tra i giovani che utilizzano strumenti di IA, più della metà (58,1%) ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta), e ha trovato più soddisfacente (63,5%) confrontarsi con uno strumento dell’IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta), mentre circa uno su due (48,4%) ha condiviso informazioni della sua vita reale.

L’accesso alla rete da parte di bambini, bambine e adolescenti costituisce al tempo stesso un’opportunità per esercitare il diritto all’informazione, all’esplorazione e alla partecipazione, nonché uno spazio di relazione con famigliari e coetanei. Sono infatti più di 8 su 10 (82,2%) i preadolescenti (11-13 anni) che usano internet per scambiare messaggi, quasi uno su tre (il 31,3%) è connesso online con i suoi amici attraverso chat, chiamate e videochiamate più volte al giorno e il 5% lo è continuamente. Ma questo non sembra andare a discapito delle relazioni dirette. Infatti, tra gli 11-19enni che sono continuamente online, circa 3 su 10 (il 29%) vede gli amici tutti i giorni, 10 punti percentuali in più rispetto a chi non è mai online. Sempre tra i preadolescenti, poi, internet è usato anche per informarsi (18,5%), esprimere le proprie opinioni (11,3%) o seguire corsi online (9,6%).

Il ruolo dei genitori, degli insegnanti e degli altri adulti di riferimento è determinante per un utilizzo sicuro e critico degli strumenti digitali e per la prevenzione dei rischi (come ad esempio il cyberbullismo, l’adescamento on line o l’esposizione a contenuti inappropriati). Per questo, Save the Children ha elaborato una guida per genitori e altri adulti di riferimento affinché possano accompagnare bambine, bambini e adolescenti, aiutandoli a vivere la dimensione online con un adeguato livello di autonomia e protezione. La guida contiene suggerimenti divisi per le diverse fasce d’età – 5-8 anni, 9-11 anni e 12-14 anni – su come stare accanto a bambine, bambini e adolescenti nelle loro esperienze sulla rete, quali regole e buone pratiche introdurre, come consigliarli nell’impostare i propri account social e proteggere le identità online. Si aggiungono a questi suggerimenti altri approfondimenti e informazioni importanti sulle responsabilità per le grandi piattaforme dettate dal Digital Services Act e sul ruolo della scuola e dell’alleanza scuola-famiglia, centrali anche per lo sviluppo delle competenze digitali. La sicurezza dei minori online è infatti una responsabilità collettiva che richiede una solida alleanza tra famiglie, scuola, istituzioni, e piattaforme digitali.

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