A Castel Capuano, una delegazione del Comitato Nazionale dei funzionari addetti all’Ufficio per il Processo ha espresso soddisfazione auspicando che il percorso si possa completare anche per tutto il personale in carica
Una delegazione del Comitato Nazionale dei Funzionari addetti all’Ufficio per il Processo ha preso parte oggi all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, che si è svolta a Napoli nell’ex Palazzo di Giustizia a Castel Capuano, con l’obiettivo di esprimere gratitudine a istituzioni, Governo e Ministero della Giustizia per il percorso di stabilizzazione del personale precario assunto con fondi PNRR. Un risultato definito di grande rilevanza istituzionale, sociale e umana.
Nel corso della cerimonia, la portavoce del Comitato nazionale, Rossella Rigitano (nella foto), ha evidenziato come, a cinque mesi dalla scadenza dei contratti, sia stata garantita la tutela dei diritti dei cittadini grazie all’impegno di spesa previsto dal piano triennale dei fabbisogni di personale 2026–2028. Il piano contempla infatti l’assunzione di 9.368 unità di personale, assicurando continuità operativa agli uffici giudiziari.
Secondo il Comitato, il traguardo raggiunto non incide solo positivamente sulla vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati quotidianamente al servizio della giustizia, ma rappresenta anche il riconoscimento concreto del contributo offerto dai funzionari dell’Ufficio per il Processo nella riduzione dell’arretrato e nella diminuzione dei tempi di definizione dei procedimenti.
Risultati che, viene sottolineato, potranno essere mantenuti nel tempo solo attraverso il mantenimento a regime dell’intero organico attualmente in servizio.
Il Comitato Nazionale dei Funzionari addetti all’Ufficio per il Processo ha espresso grande soddisfazione per quanto ottenuto e auspica che il percorso di stabilizzazione si completi in tempi rapidi per tutto il personale in carica.
L’obiettivo finale è la definizione e il consolidamento di una figura professionale innovativa nel panorama italiano, capace di rafforzare in modo strutturale l’efficienza e la qualità del sistema giudiziario.