Il dolore negli animali domestici rappresenta una delle sfide più complesse per i proprietari, che spesso non riescono a decifrare i segnali di sofferenza dei loro compagni a quattro zampe. Con oltre 7 milioni di cani nel nostro Paese e un boom di adozioni del 30% annuale durante il periodo Covid, circa 3 milioni di nuovi proprietari si trovano impreparati a riconoscere quando il loro animale sta male e si tratta di dolore muscolare e articolare cronico.
A differenza degli esseri umani, i cani non manifestano il dolore attraverso lamenti o richieste esplicite di aiuto. ‘Il cane non fa guaiti, non si lamenta come una persona. Il cane va avanti finché riesce, ma se tu non ti rendi conto che ha una contrattura lombare per anni, poi ti arriva in età avanzata i con una problematica grave che richiede un intervento più invasivo e costoso’, spiega Giada Marroffino, esperta di massoterapia e osteopatia animale. Con Chiara Dissegna ha dato vita ad AMA – Accademia Massaggio Animale.
I segnali di disagio sono spesso sottili e facilmente fraintendibili: un cane che non salta più sul letto, che si siede frequentemente durante le passeggiate, o che fa più giri del solito prima di sdraiarsi nella sua cuccia. ‘Quando toccano il cane sulla schiena e la pelliccia vibra, fa una specie di tremolio, quello è proprio il segnale di dolore da contrattura tipico che le persone non sanno mai riconoscere’, rivela Marroffino.
Il mercato della gestione del dolore veterinario è in forte espansione, con previsioni che indicano un raggiungimento di 1,75 miliardi di dollari entro il 2025 e un tasso di crescita annuale del 5,91%. Questo dato riflette una crescente consapevolezza dell’importanza del benessere animale e dell’emergere di nuove figure professionali specializzate.
In Italia stanno trovando spazio diverse discipline volte al benessere animale. In particolare, in ambito veterinario sono sempre più frequenti i reparti di fisioterapia e centri specializzati. Vi sono inoltre altre figure e discipline complementari nell’ambito delle terapia manuali, come ad esempio l’osteopatia animale, radicata da molti anni a livello europeo.
‘Il problema grande delle terapie manuali è che spesso si mette al centro la tecnica in maniera spettacolare, ma quello che fa la differenza è la buona lettura dell’animale, stare attenti ai segnali che il cane ti sta dando’, sottolinea Dissegna. L’approccio moderno alle terapie manuali animali richiede una comprensione profonda della comunicazione interspecifica, considerando che il professionista deve ‘arrivare alla bolla prossemica più intima dell’animale, il contatto’.
La prevenzione emerge come elemento chiave per migliorare la qualità di vita degli animali domestici. ‘Se quella contrattura, quella disfunzione muscolare e articolare l’avessero gestita in un’altra età del cane, molto probabilmente non si arriverebbe alla problematica grave’, evidenzia l’esperta. I cani adottati durante il periodo pandemico, ora in età da primi acciacchi, rappresentano una popolazione particolarmente a rischio.
‘Tutti i cani di grossa taglia iniziano ad avere i primi acciacchi a 6 anni, quindi la longevità, la prevenzione e le terapie manuali integrate possono avere una certa risonanza nel mantenere l’amico a quattro zampe in vita il più tempo possibile’, conclude Marroffino.
L’evoluzione di queste discipline sta portando alla formazione di figure professionali specializzate come il massoterapista canino ed equino, che operano non solo in ambito curativo ma soprattutto preventivo, lavorando al fianco dei veterinari per garantire il benessere a lungo termine degli animali domestici.