Roma, 8 gen. (askanews) – La Cina ha lanciato oggi un duro monito contro quelle che definisce le “ambizioni nucleari” della destra giapponese, invitando Tokyo a chiarire immediatamente la propria posizione sulle armi atomiche e a rispettare gli impegni internazionali in materia di non proliferazione.

La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso della quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha commentato un rapporto pubblicato in mattinata dalla Commissione cinese per il controllo degli armamenti e il disarmo e da altri istituti di ricerca. Mao ha dichiarato che, dall’insediamento del nuovo governo giapponese, “le ambizioni nucleari della destra giapponese sono emerse in modo sempre più evidente”. Secondo la portavoce, esponenti di primo piano dell’esecutivo di Tokyo, tra cui la premier Sanae Takaichi, starebbero promuovendo una revisione dei cosiddetti “Tre principi non nucleari” (non possesso, non produzione, non introduzione in Giappone di armi nucleari) suggerendo l’introduzione di sottomarini nucleari, rafforzando la cosiddetta “deterrenza estesa” e arrivando ad affermare pubblicamente che il paese dovrebbe dotarsi di armi nucleari.

Il riferimento della portavoce è a una dichiarazione di un alto esponente del governo nipponico di alcune settimane fa, con cui si osservava come stesse diventando sempre più necessario per Tokyo dotarsi di armi nucleari, per quanto ancora le condizioni non lo consentissero a livello politico. Il Giappone, unico paese al mondo ad aver subito attacchi con armi atomiche, ha enunciato i “Tre principi non nucleari” nel 1967, per bocca dell’allora primo ministro Eisaku Sato.

Tali posizioni, ha incalzato Mao, rappresentano “una grave sfida all’ordine internazionale del dopoguerra e al sistema di non proliferazione nucleare basato sul Trattato di non proliferazione”, e hanno suscitato “una forte opposizione nella comunità internazionale e all’interno della stessa società giapponese”.

La portavoce ha spiegato che il rapporto diffuso oggi “mette in luce in modo sistematico i tentativi della destra giapponese di dotarsi di armi nucleari”, citando presunti programmi segreti di ricerca, l’accumulo di materiali nucleari sensibili e il potenziale del Giappone di sviluppare ordigni atomici. Il documento analizza inoltre l’impatto negativo di queste posizioni sulla pace e sulla sicurezza internazionale e avanza raccomandazioni per neutralizzarne gli effetti.

Secondo Mao, “le ambizioni nucleari in costante espansione della destra giapponese sono un pericoloso segnale di ritorno del militarismo” e costituiscono “una seria minaccia alla pace e alla stabilità mondiale”. Pechino chiede quindi al Giappone di “ascoltare l’appello della comunità internazionale”, chiarire senza ambiguità la propria linea sulle armi nucleari e rispettare sia gli obblighi previsti dal Trattato di non proliferazione sia i “tre principi non nucleari”.

“La comunità internazionale deve restare altamente vigile di fronte alle tendenze pericolose del Giappone verso il nucleare”, ha concluso Mao, invitando alla cautela nella cooperazione nucleare con Tokyo e a rafforzare, nei contesti bilaterali e multilaterali, il monitoraggio e la supervisione per garantire che il diritto internazionale e il sistema globale di non proliferazione non vengano compromessi.

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