Roma, 8 gen. (askanews) – “Siamo felici che la nostra protesta abbia prodotto risultati tangibili, ma non possiamo accontentarci di un pacchetto di risorse che, seppur significativo, rischia di essere il prezzo di un baratto pericoloso”. Così Antonello Capua, presidente di Agci Agroalimentare, dopo la nuova proposta sulla Pac della Commissione Europea, discussa ieri in una riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura Ue. “Dopo settimane di mobilitazione e confronto, è evidente che la voce del mondo agricolo è stata ascoltata. Le nostre istanze, portate avanti con determinazione e responsabilità, hanno contribuito a riportare l’attenzione sulle vere priorità del settore primario europeo”, aggiunge Capua.

Il riferimento al “baratto pericoloso” è alla eventuale firma dell’accordo Mercosur, che “così com’è, rappresenta una minaccia concreta per i nostri produttori e per i consumatori europei. Non possiamo svendere la reciprocità e la sicurezza alimentare per 45 miliardi inseriti in un fondo unico che, per ora, resta un contenitore opaco e privo di garanzie strutturali”.

Agci Agroalimentare ribadisce quindi la propria apertura verso nuovi mercati e opportunità commerciali, ma “solo a condizione che vengano rispettati standard equivalenti in termini di sicurezza, tracciabilità e sostenibilità. L’idea di un’Europa che apre le porte a prodotti a basso costo, potenzialmente contenenti antibiotici e anabolizzanti vietati nei nostri allevamenti, è inaccettabile. I controlli promessi sulle importazioni non possono restare sulla carta”.

“Non vogliamo che l’Europa si trasformi in un supermercato dove il prezzo più basso prevale sulla qualità e sulla salute – prosegue Capua – né possiamo accettare che la PAC venga svuotata della sua funzione storica di tutela del reddito agricolo e della coesione territoriale. Il rischio è che, per trenta denari, si sacrifichi un intero modello produttivo”.

Agci Agroalimentare si unisce quindi alla posizione espressa da Copa e Cogeca: le risposte arrivate finora sono un primo passo, ma servono più ambizione, più coraggio e più coerenza. La PAC post-2027 “non può essere una somma di deroghe nazionali, ma deve tornare ad essere una politica comune, forte e strutturata. E l’accordo Mercosur, in questa forma, va respinto senza esitazioni”.

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