Roma, 7 gen. (askanews) – Il Comando europeo degli Stati Uniti ha confermato il sequestro della petroliera M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni statunitensi nei confronti del greggio venezuelano. Lo ha reso noto lo stesso comando in un messaggio pubblicato su X.

Secondo quanto comunicato dal US European Command, l’operazione è stata condotta dal Dipartimento di Giustizia e dal Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa. “Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, hanno annunciato oggi il sequestro della M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni degli Stati Uniti”, si legge nel post. Il comando ha precisato che la nave è stata sequestrata nell’Atlantico settentrionale in base a un mandato emesso da una corte federale statunitense, dopo essere stata tracciata dalla Guardia costiera Usa.

La Guardia costiera degli Stati Uniti ha intercettato un’altra petroliera nei Caraibi, la M Sophia, nell’ambito delle operazioni di controllo legate alle sanzioni sul traffico di greggio. Lo riferisce il New York Times, citando un funzionario statunitense, dopo che è stato annunciato nell’Atlantico settentrionale di un’altra nave cisterna registrata, apparentemente, sotto bandiera russa. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’imbarcazione batteva falsamente bandiera camerunense. L’intercettazione si inserisce nel più ampio dispositivo messo in campo da Washington per far rispettare il regime sanzionatorio e contrastare le esportazioni di petrolio considerate illegali dalle autorità Usa.

Infatti il Comando meridionale degli Stati Uniti ha annunciato il fermo di una petroliera della cosiddetta “dark fleet” nelle acque internazionali dei Caraibi. In un messaggio pubblicato su X, lo U.S. Southern Command ha riferito che, “nelle prime ore del mattino”, il Dipartimento della Difesa, in coordinamento con il Dipartimento per la Sicurezza interna, ha intercettato “senza incidenti” la M/T Sophia, una nave cisterna priva di bandiera e sottoposta a sanzioni. Secondo quanto indicato, l’imbarcazione stava operando in acque internazionali ed era impegnata in “attività illecite” nel Mar dei Caraibi. La Guardia costiera statunitense sta ora scortando la M/T Sophia verso gli Stati uniti “per la destinazione finale”.

Il Comando meridionale ha precisato che l’operazione rientra nell’ambito di “Operation Southern Spear”, ribadendo che il Dipartimento della Difesa “resta fermo nella sua missione di contrastare le attività illecite nell’emisfero occidentale” e di “difendere il territorio nazionale e ripristinare sicurezza e forza nelle Americhe”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *