Roma, 7 gen. (askanews) – Una giornata importante per la tutela delle Indicazioni Geografiche italiane, segnata dall’approvazione definitiva del Parlamento alla ratifica dell’Atto di Ginevra e dal via libera espresso dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in seno al Consiglio Agrifish, per la firma dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur. “Questi strumenti rappresentano un passaggio chiave per il rafforzamento della tutela delle Indicazioni Geografiche, lanciando un segnale chiaro contro le politiche protezionistiche che mirano a svilire il Sistema — commenta Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia – Un plauso va al Governo italiano e a tutto il Parlamento, che hanno garantito sostegno alla ratifica dell’Atto di Ginevra e all’approvazione dell’Accordo Mercosur, comprendendone appieno le potenzialità per le IG italiane”.

L’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato il 20 maggio 2015 per modernizzare il sistema di protezione gestito dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), che conta attualmente 44 parti contraenti, attendeva da tempo l’autorizzazione parlamentare alla ratifica e all’esecuzione.

Le innovazioni introdotte segnano un punto di svolta per le IG, estendendo l’ambito di applicazione all’intera categoria delle Indicazioni Geografiche, precedentemente limitata alle DOP, e includendo prodotti non comparabili, servizi e ogni forma di abuso, comprese usurpazioni e imitazioni. Tra le principali novità figurano una maggiore flessibilità nella presentazione delle domande e l’ampliamento del perimetro geografico, con la possibilità per le organizzazioni intergovernative, come l’Unione Europea, di aderire al sistema. L’adesione individuale dei Paesi dell’UE già contraenti dell’Accordo di Lisbona, tra cui l’Italia, consentirà inoltre di preservare l’anteriorità della protezione delle DOP già tutelate attraverso il Sistema di Lisbona.

L’Accordo UE-Mercosur, la cui intesa politica era stata raggiunta a fine 2024, ha visto la firma sospesa nel dicembre scorso a seguito delle riserve espresse da alcuni Paesi su criticità legate a reciprocità e controlli, ma si avvia ora alle fasi conclusive grazie al sostegno dell’Italia. L’Accordo garantirà la protezione, in Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, di 58 Indicazioni Geografiche italiane, di cui 26 relative a prodotti alimentari, per un totale di 347 IG europee. In un contesto di incertezza sui mercati tradizionali, si apre così un rilevante sbocco commerciale per la diffusione delle eccellenze agroalimentari italiane e per la valorizzazione del loro riconoscimento internazionale.

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