Tra Bruxelles e Pechino le cose non vanno bene

Roma, 10 lug. (askanews) – Le relazioni tra Cina e Unione europea vanno verso un ulteriore inasprimento, nonostante la visita di due giorni fa di Viktor Orban, il premier dell’Ungheria, che detiene la presidenza di turno Ue. E il campo di battaglia è la questione delle auto elettriche.

Dopo che l’Ue ha innalzato barriere doganali contro la sovracapacità produttivaRoma, 10 lug. (askanews) – cinese, aumentando i dazi – già al 10% – fino a un ulteriore 37,6%, Pechino ha annunciato oggi un’indagine sulle batterie commerciali prodotte nell’Ue. Si tratta di un’azione simmetrica a quella europea, che prima di aumentare i dazi, ha condotto un’indagine sulle auto elettriche cinesi, avendo nel mirino i sussidi governativi forniti da Pechino all’industria dell’auto elettrica.

Il ministero del Commercio, in una dichiarazione online, ha chiarito che lla mossa viene dopo che la Camera di commercio cinese ha presentato reclami contro le pratiche commerciali Ue e l’indagine sarà composta di interviste agli operatori cinesi di mercato e analisi.

I dazi provvisori dell’Ue sui produttori cinesi di veicoli elettrici sono entrati in vigore venerdì, sebbene la questione sia ancora in fase di negoziazione con la parte cinese e un verdetto finale sia atteso entro quattro mesi. Ma, intanto, gli effetti si stanno già vedendo su un piano commerciale. Secondo quanto ha riferito l’Associazione dei produttori di auto cinesi, le esportazioni di veicoli elettrici dalla Cina a giugnosono diminuite del 13,2% rispetto al mese precedente, scendendo a 86.000 veicoli.

La visita a sorpresa di Orban, arrivata dopo un passaggio del premier magiaro in Russia con il presidente russo Vladimir Putin, è stata incentrata in particolare sulla questione ucraina – a giudicare dal resoconto ufficiale fornito da Pechino – e non ha toccato la specifica questione delle auto elettriche. Tuttavia la vicenda s’inquadra in un deterioramento delle relazioni tra Ue e Cina che va di pari passo a una frammentazione a blocchi della politica internazionale.

L’Europa sta cercando di rafforzare la sua presenza nell’Indo-Pacifico, in rapporto con i suoi tradizionali alleati Stati uniti e Giappone e in una prospettiva di contenimento della crescente potenza cinese, anche da un punto di vista militare.

Da giugno ad agosto quasi 50 velivoli delle forze aeree tedesche, francesi e spagnole partecipano a una serie di esercitazioni nella regione dell’Indo-Pacifico, in coordinamento con l’Aeronautica degli Stati Uniti.

Anche l’Italia è presente nella regione Indo-Pacifico con il gruppo d’attacco incentrato con la portaerei Cavour, assieme alla fregata Alpino, dove prenderà parte all’addestramento Pitch Black 2024 in Australia e Rising Sun 2024 in Giappone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *