Il Governatore al Consiglio Regionale: “lascio dopo il G7 Scienza e Tecnologia di luglio al Tecnopolo di Bologna”

Bologna, 26 giu. (askanews) – “Cara Emilia-Romagna, servirti è stato un privilegio, è stato un onore. Per te ci sono e ci sarò per sempre”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha concluso il proprio intervento oggi in Assemblea legislativa, nella sede di viale Aldo Moro, nel quale ha annunciato che darà le dimissioni tra due settimane, dopo il G7 Scienza e Tecnologia in programma dal 9 all’11 luglio al Tecnopolo di Bologna. Un passaggio necessario prima dell’insediamento del Parlamento europeo al quale entrerà a far dopo essere stato eletto come parlamentare nelle scorse elezioni.

In occasione della seduta, Bonaccini ha tracciato un bilancio a conclusione di dieci anni di mandato alla guida dell’istituzione. In particolare si è soffermato sui rapporti con il Governo a oltre un anno dall’alluvione in Romagna. “Sono trascorsi oltre 13 mesi e il credito d’imposta non è ancora attivo – ha spiegato Bonaccini -. I beni mobili entrano solo adesso in un decreto striminzito, che non aggiunge un euro e che dice che chi ha perso tutto può ricevere solo 6 mila euro al massimo. Avevano promesso il 100%, siamo vicini all’elemosina”.

Altro tema delicatissimo trattato nel suo discorso, quello della salute e della difesa della sanità pubblica: “né io né i cittadini sappiamo cosa farcene di un 10 in pagella se poi mancano i medici, gli infermieri, le prestazioni. Ribadisco che serve più sanità, e più sanità pubblica”.

“Da parte mia – ha concluso Bonaccini – ho cercato di servire al meglio questa regione. Devo ringraziare quest’Assemblea perché la qualità del dibattito è stata civile e rispettosa, anche esprimendo idee opposte ma sempre nell’interesse della comunità qui rappresentata. In questi dieci anni se questi risultati sono stati ottenuti è anche perché ci sono gli emiliano-romagnoli che, pur davanti a tragedie, si sono rimboccati le maniche senza lamentarsi. Quando qualcuno cade, in Emilia-Romagna, nel momento in cui si rialza si guarda indietro per vedere se c’è qualcuno cui tendere la mano”.

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